Tempo di Pasqua:
la certezza della vita senza fine nella Chiesa d’Oriente
il video degli auguri pasquali del coro
Sempre all’interno di questo tempoo, il giovedi tra la la quinta e le sesta Domenica diopo Pasqua è dedicato alla celebrazione dell”Ascensione di Gesù al cielo.
“La risposta definitiva allo scetticismo sulla vera Resurrezione di Cristo non risiede in una dimostrazione scientifica della fede pasquale ma fa ultimamente riferimento alla propria esperienza di vita… Di che esperienza si tratta? Non si può descriverla altrimenti che come esperienza di Cristo vivente. Non è che io creda in Cristo perché una volta all’anno, fin dall’infanzia, ho avuto modo di partecipare alla solennità della Pasqua; al contrario, la Pasqua ha ragion d’essere questa notte senza uguali, colma di luce e di gioia, proprio perché la mia fede è nata facendo esperienza di Cristo vivente.
La prima cosa che so è che l’insegnamento di Cristo è vivo e che al mondo non esiste niente che possa essergli paragonato
In questo tempo la celebrazione della Divina Liturgia prevede in alcuni punti (anche all’inizio) il canto del tropario pasquale “Cristo è risorto dai morti, con la sua morte calpesta la morte, donando la vita a coloro che erano nelle tombe” e, dopo l’Anafora, l’inno “un Angelo cantò alla piena di Grazia” cantato al posto del “Dostoino”.
E’ un tempo tutto segnato dalla gioia e dalla pace dono di Cristo risorto
Un angelo cantò alla piena di Grazia: “Vergine pura rallegrati! Di nuovo ti dico: rallegrati, poiché tuo figlio dopo tre giorni è risorto dalla tomba rialzando i morti”. Fedeli, esultate di gioia! Risplendi, nuova Gerusalemme, la gloria del Signore si è levata su di te. Tripudia ora ed esulta Sion! E tu, pura Madre di Dio, adornati per il risorgere di Colui che è nato da Te
Nella gioia e nella tristezza, tra la folla e nella solitudine si impone questa certezza della Sua presenza, questa forza della Sua parola, questa gioia che proviene dalla fede in Lui.”
(A-Schmemann, “I passi della fede” – Ed. La casa di Matriona” – per acquistare il libro cicca qui
Domenica "di San Tommaso"
La prima domenica dopo Pasqua nella Liturgia celebrata dalla Chiesa orientale viene ricordata la figura di San Tommaso; il Vangelo (GV 20,19,31)riporta l’episodio in cui l’apostolo, di fronte alla testimonianza degli altri, decisamente afferma che potrà credere nella resurrezione di Gesù solo constatandolo vivo in modo personale e diretto. Quando Gesù si mostrerà ancora con le stesse modalità ( “a porte chiuse”, ma nello stesso tempo fisicamente), Tommaso lo proclamerà Signore e Dio. E Gesù confermerà beati coloro che “pur non avendo visto hanno creduto”
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“Perché tu non mi credi risorto dai morti!
Tendi la tua mano, mettila nel mio costato e guarda:
per la tua incredulità infatti tutti hanno conosciuto
la mia passione e la mia risurrezione
per gridare insieme a te: o mio Signore e mio Dio, gloria a te!”
LUCERNARIO DEL VESPRO
Domenica "delle mirofore"
La tradizione liturgica ricorda anche altri due personaggi ricorda anche “giusto Giuseppe” (Giuseppe di Arimatea, che offrì il sepolcro per la sepoltura di Gesù) e Nicodemo (che nel sinedrio aveva cercato di salvare Gesù e che ne divenne poi); entrambi dopo la morte e risurrezione di Gesù, ne divennero discepoli.
[showmodule id=”13493″]Domenica "del paralitico"
La terza domenica dopo Pasqua nel calendario liturgico bizantino viene ricordato il miracolo con cui Gesù guarì il paralitico che si trovava presso la piscina detta Betzatà. Un povero malato che dal suo lettuccio implorava inutilmente di poter essere immerso nella piscina nei momenti in cui le acque, agitate dalla presenza di un angelo, diventavano miracolose. Nessuno si curava di lui.
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Domenica "della samaritana"
La quarta domenica dopo Pasqua del calendario liturgico bizantino ricorda l’incontro tra Gesù e una donna samaritana. Il dialogo, riportato al capitolo 4 del Vangelo di San Giovanni, mette in evidenza una intensità tutta particolare…ogni domanda della donna, mai banale, trova nella risposta di Gesù un approfondimento, una lettura che provoca a una domanda successiva, in un crescendo drammatico che la samaritana cerca di scansare ma da cui alla fine, viene vinta: “venite a vedere uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto”.
[showmodule id=”13519″]Venuta al pozzo con fede, la Samaritana riconobbe in Te la fonte della Sapienza; dissetandosene copiosamente ereditò il Regno dei Cieli. Per questo sarà sempre glorificata.
(Kondak della domenica “della samaritana”)
Domenica "del cieco nato"
Era un giorno di sabato, e da qui comincia la disputa con i farisei e i dottori della legge.
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Domenica dei Santi Padri
La sesta domenica dopo Pasqua del calendario liturgico bizantino porta all’attenzione i Padri del primo Concilio Ecumenico di Nicea, tenutosi nel maggio dell’anno 325. In quella assise venne affermata la consustanzialità del Padre e del Figlio, ribadendo la natura di Gesù “vero Dio e vero Uomo”, verità che furono poi inserite nel credo recitato ancora oggi laddove si afferma “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”.
Queste affermazioni confermarono i fedeli cristiani turbati dalla dottrina di Ario (presbitero della Chiesa di Alessandria d’Egitto), in cui la natura divina di Gesù non veniva riconosciuta….il tema in realtà è piuttosto complesso e articolato; un approfondimento autorevole dell’argomento curato da Mons.Francesco Braschi si può trovare cliccando qui.
per un approfondimento su Arianesimo e Concilio di Nicea clicca qui

