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Il tempo di Pasqua e le sue domeniche

Tempo di Pasqua:
la certezza della vita senza fine nella Chiesa d’Oriente

il video degli auguri pasquali del coro

Nel calendario liturgico bizantino, conclusa la Settimana di Pasqua, il tempo che intercorre tra la prima Domenica dopo Pasqua e l’Ascensione, il “tempo di Pasqua”, comprende cinque domeniche legate ad altrettanti episodi del vangelo: domenica “di San Tommaso apostolo”, domenica “delle mirofore”, domenica “del paralitico”, domenica “della smaritana”, domenica “del cieco nato”   e una sesta domenica in cui la Chiesa orientale fa memoria dei Santi Padri.
Sempre all’interno di questo tempoo,  il giovedi tra la la quinta e le sesta Domenica diopo Pasqua è dedicato alla celebrazione dell”Ascensione di Gesù al cielo.

Resurrezione

San Tommaso apostolo

Mirofore

Paralitico

Samaritana

Ascensione

“La risposta definitiva allo scetticismo sulla vera Resurrezione di Cristo non risiede in una dimostrazione scientifica della fede pasquale ma fa ultimamente riferimento alla propria esperienza di vita…  Di che esperienza si tratta? Non si può descriverla altrimenti che come esperienza di Cristo vivente. Non è che io creda in Cristo perché una volta all’anno, fin dall’infanzia, ho avuto modo di partecipare alla solennità della Pasqua; al contrario, la Pasqua ha ragion d’essere questa notte senza uguali, colma di luce e di gioia, proprio perché la mia fede è nata facendo esperienza di Cristo vivente.
La prima cosa che so è che l’insegnamento di Cristo è vivo e che al mondo non esiste niente che possa essergli paragonato
 
In questo tempo la celebrazione della Divina Liturgia prevede in alcuni punti (anche all’inizio) il canto del tropario pasquale “Cristo è risorto dai morti, con la sua morte calpesta la morte, donando la vita a coloro che erano nelle tombe” e, dopo l’Anafora,  l’inno “un Angelo cantò alla piena di Grazia” cantato al posto del “Dostoino”.

E’ un tempo tutto segnato dalla gioia e dalla pace dono di Cristo risorto

https://coroarsnovarc.org/wp-content/uploads/2020/04/Resurrezione-Angel-vopijasce-N.-Balakriev.wav?_=1

Un angelo cantò alla piena di Grazia: “Vergine pura rallegrati! Di nuovo ti dico: rallegrati, poiché tuo figlio dopo tre giorni è risorto dalla tomba rialzando i morti”. Fedeli, esultate di gioia! Risplendi, nuova Gerusalemme, la gloria del Signore si è levata su di te. Tripudia ora ed esulta Sion! E tu, pura Madre di Dio, adornati per il risorgere di Colui che è nato da Te

Nella gioia e nella tristezza, tra la folla e nella solitudine si impone questa certezza della Sua presenza, questa forza della Sua parola, questa gioia che proviene dalla fede in Lui.”

(A-Schmemann, “I passi della fede” – Ed. La casa di Matriona” – per acquistare il libro cicca qui

Domenica "di San Tommaso"

La prima domenica dopo Pasqua nella Liturgia celebrata  dalla Chiesa orientale viene ricordata la figura di San Tommaso; il Vangelo (GV 20,19,31)riporta l’episodio in cui l’apostolo, di fronte alla testimonianza degli altri, decisamente afferma che potrà credere nella resurrezione di Gesù solo constatandolo vivo in modo personale e diretto. Quando Gesù si mostrerà ancora con le stesse modalità ( “a porte chiuse”, ma nello stesso tempo fisicamente), Tommaso lo proclamerà Signore e Dio. E Gesù confermerà beati  coloro che “pur non avendo visto hanno creduto”

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“Perché tu non mi credi risorto dai morti!
Tendi la tua mano, mettila nel mio costato e guarda:
per la tua incredulità infatti tutti hanno conosciuto
la mia passione e la mia risurrezione
per gridare insieme a te: o mio Signore e mio Dio, gloria a te!”

LUCERNARIO DEL VESPRO

Domenica "delle mirofore"

La seconda domenica dopo Pasqua nel calendario liturgico bizantino vengono ricordate le mirofore, cioè le “portatrici di unguento” (in slavo mironosicy), che all’alba di Pasqua si recarono al sepolcro di Gesù per completare le cure funebri con unguenti aromatici.

La tradizione liturgica ricorda anche altri due personaggi ricorda anche “giusto Giuseppe” (Giuseppe di Arimatea, che offrì il sepolcro per la sepoltura di Gesù) e Nicodemo (che nel sinedrio aveva cercato di salvare Gesù e che ne divenne poi); entrambi dopo la morte e risurrezione di Gesù, ne divennero discepoli.

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Domenica "del paralitico"

La terza domenica dopo Pasqua nel calendario liturgico bizantino viene ricordato il miracolo con cui Gesù guarì il paralitico che si trovava presso la piscina detta Betzatà. Un povero malato che dal suo lettuccio implorava inutilmente di poter essere immerso nella piscina nei momenti in cui le acque, agitate dalla presenza di un angelo, diventavano miracolose. Nessuno si curava di lui.

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O Signore alla mia anima, paralizzata dai miei peccati e dalle mie trasgressioni, accorda, come al paralitico, la guarigione nella tua divina provvidenza, affinchè, liberato, io possa cantare, o Salvatore: “Misericordioso, gloria alla Tua potenza o Cristo”

 

 

Domenica "della samaritana"

La  quarta domenica dopo Pasqua del calendario liturgico bizantino ricorda l’incontro tra Gesù e una donna samaritana. Il dialogo, riportato al capitolo 4 del Vangelo di San Giovanni, mette in evidenza una intensità tutta particolare…ogni domanda della donna, mai banale, trova nella risposta di Gesù un approfondimento, una lettura  che provoca a una domanda successiva, in un crescendo drammatico che la samaritana cerca di scansare ma da cui alla fine, viene vinta: “venite a vedere uno che mi ha detto tutto quello che ho fatto”.

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Venuta al pozzo con fede, la Samaritana riconobbe in Te la fonte della Sapienza; dissetandosene copiosamente ereditò il Regno dei Cieli. Per questo sarà sempre glorificata.
(Kondak della domenica “della samaritana”)

Domenica "del cieco nato"

La quinta domenica dopo Pasqua del calendario liturgico bizantino ricorda l’episodio della guarigione del cieco nato da parte di Gesù. Il vangelo di Giovanni (GV, 9, 1-41) evidenzia le diverse “posizioni umane” di fronte a questo fatto, dal riconoscimento umile e semplice del guarito, alla “cecità” dei autorità religiose di fronte alla frealtà. Ma gli spunti sono tantissimi…già all’inizio Gesù corregge i discepoli nella loro assunzione che la condizione del cieco fosse determinata dai peccati commessi da lui o “dai suoi genitori”: “nè lui nè i suoi genitori, ma è perchè in lui si manifestino le opere di Dio”; in questo miracolo, al cieco è chiesta una fiducia totale in Gesù: con il fango sugli occhi è chiamato a percorrere il tratto che lo porta alla fontana di Siloe, per poi tornare guarito.

Era un giorno di sabato, e da qui comincia la disputa con i farisei e i dottori della legge.
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Domenica dei Santi Padri

La sesta domenica dopo Pasqua del calendario liturgico bizantino porta all’attenzione i Padri del primo Concilio Ecumenico di Nicea, tenutosi nel maggio dell’anno 325. In quella assise  venne affermata la consustanzialità del Padre e del Figlio, ribadendo la natura di Gesù “vero Dio e vero Uomo”, verità che furono  poi inserite nel credo recitato ancora oggi laddove si afferma “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”.
Queste affermazioni confermarono i fedeli cristiani turbati dalla dottrina di Ario (presbitero della Chiesa di Alessandria d’Egitto), in cui la natura divina di Gesù non veniva riconosciuta….il tema in realtà è piuttosto complesso e articolato; un approfondimento autorevole dell’argomento curato da Mons.Francesco Braschi si può trovare cliccando qui.

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per un approfondimento su Arianesimo e Concilio di Nicea clicca qui

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