• Domenica di Pentecoste

    Cinquanta giorni dopo la Pasqua tutte le Chiese cristiane festeggiano la Pentecoste; la festa, originariamente, era vissuta come una festa di “chiusura” del tempo pasquale, fu nel terzo secolo che questa domenica iniziò ad assumere più specificatamente la memoria dell’evento della discesa dello Spirito Santo. Più avanti, attorno al VI secolo, soprattutto nella Chiesa d’Oriente alcune  eresie sorte sul tema trinitario, e la conseguente conferma della manifetsazione dello Spirito Santo come compimento della rivelazione trinitaria, portarono a configurare questo cinquantesimo giorno come festa della Trinità, rimandando la festa dello Spirito Santo al lunedi successivo.
    I significati di questa festa sono molteplici e ricchi di contenuti che riempiono di certezza, bellezza, luce e forza la vita e il cuore dei fedeli.
    Il Vangelo di Giovanni (GV 7, 37-52.8,12) riporta chiaramente che l’acqua promessa da Gesù significava lo Spirito Santo, che sarebbe disceso solo una volta che Lui fosse stato glorificato. Lo Spirito Santo disseta (ma in un certo senso anche alimenta) la sete spirituale, la grazia santificante della conoscenza di Dio e della docilità all’azione del Suo Spirito.

    Tra i tanti temi che questa festa suggerisce e porta all’attenzione, ne riportiamo alcuni particolarmente cari alla tradizione orientale.

    1. Con la missione delle Apostoli, vivificati dal dono dello Spirito Santo, inizia la redenzione del mondo, dell’uomo e della natura, inizia “l’ultimo giorno” che ci conduce alla manifestazione detfinitiva della Gloria di Dio.
      La Pentecoste è la festa della natura e del cosmo, la festa della storia come rivelazione della volontà di Dio sul mondo e sull’uomo, la festa del futuro trionfo, della vittoria di Dio sul male, dell’avvento del grande e ultimo “giorno del Signore” che inizia con l’annuncio della salvezza a tutto il mondo; la Pentecoste è “l’inizio della storia”…per i cristiani, la Pentecoste è il compimento dell’opera di Gesù; Gesù aveva parlato del Regno di Dio ed eccolo svelarsi nell’annuncio; aveva promesso lo Spirito del Padre che avrebbe condotto alla Verità ed ecco che questa promessa si compie.
      Il mondo, la storia, il tempo, la vita, vengono colmati del loro significato ultimo. E’ cominciato nel mondo l’lutimo e grande giorno del Signore.
      (1).
      Questo annuncio di salvezza, che scatiurisce dalla Pentecoste grazie alla nascita e alla missione stessa della Chiesa, è il tema di uno dei tropari della festa: “Benedetto sei Tu, o Cristo nostro Dio, che hai reso sapienti dei semplici pescatori, effondendo su di loro il dono dello Spirito Santo, prendendo così nelle reti la terra abitata; Signore unico amico degli uomini, gloria a Te.”.
      Così pure il Prokemenon: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce; ai confini del mondo la loro parola”
    2. Un secondo aspetto di assoluta importanza è il richiamo all’unità insito nel fatto stesso riportato nel Vangelo: le “lingue di fuoco” che scendono sugli Apostoli danno la facoltà  a dei poveri pescatori di parlare in tutte le diverse “lingue”; mentre con l’insipienza dell’uomo le “lingue” erano diventate in Babele fonte di divisione e di incomprensione tra gli uomini, la Sapienza di Dio col dono delle “lingue di fuoco” della  Pentecoste chiama all’unità tutti i popoli; questo è sottolineato dal bellissimo testo del Kondak della festa: “Quando l’Altissimo discese sulla terra confuse le lingue e disperese i popoli; ma quando distribuì le lingue di fuoco chiamò all’unità le genti. Celebriamo con un’unica voce la gloria dello Spirito Santissimo”.
    Resurrezione

    L’icona: quella che viene mostrata qui è della Scuola di Novgorod del secolo XVI.
    In essa si riscontra subito la presenza della Vergine Maria, (coerentemente con quanto riportato dai Vangeli, nella Domenica di Pentecoste nel cenacolo era presente anche la Madre di Dio) e la presenza, nella parte inferiore di un personaggio con abiti e corona regali. In alfre rappresentazioni iconografiche può apparire uno solo di questi soggetti, o anche nessuno.

    Come sempre nelle icone, la rappresentazione iconografica è finalizzata a trasmettere il significato teologico della festa; diamo solo alcuni spunti di comprensione:
    – gli apostoli sono rappresentati per la prima volta con l’aureola, perchè solo grazie al dono dello Spirito Santo essi iniziano a partecipare realmente alla vita divina
    – la parte superiore è “aperta” verso l’esterno, a significare che da quel momento l’annuncio del Regno di Dio viene diffuso in tutto il mondo; gli edifici ai lati rappresentano la Chiesa
    – la parte inferiore riporta un personaggio regale; è la rappresentazione del cosmo, che (ancora nelle tenebre) attende la rivelazione…il panno che tiene tra le mani ha appoggiati 12 rotoli che rappresentano la predicazione degli aposgtoli. Il cosmo attende l’annuncio delle liberazione, della redenzione che solo la Chiesa, costituita dal dono dello Spirito può annunciare a tutti.

    Ricordiamo ancora (tra i tanti) alcuni passaggi nella celebrazione della Divina Liturgia, in cui lo Spirito Santo e la Trinità vengono esplicitamente pregati:
    – all’inizio di tutta la celebrazione come invocazione (preghiera presente tra l’altro in tutte le officiature): “Re celste, consolatore, Spirito di Verità, Tu che sei presente in  ogni luogo ed ogni cosa riempi, arca di beni e datore di vita, vieni e abita in noi, purificaci da ogni macchia e salva, Tui che sei buono, le nostra anime

    (spartito in formato PDF)

    – subito dopo la comunione (ricevuta sotto le due specie del pane e del vino) : “Abbiamo visto la luce vera, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la fede vera, adorando l’indivisibile Trinità: essa infatti ci ha salvati”. I doni santificati dallo Spirito Santo diventano per coloro che li ricevono luce veritiera, fede vera e lode alla santa Trinità. (2)

    Cosa comporta in noi il dono dello Spirito Santo? cosa produce? Accenniamo un fatto sostanziale legato ai Sacramenti, rimandando l’approfondimento alla nota in calce.
    Lo Spirito Santo che ci viene donato nel battesimo viene pienamente realizzato nel sacramento della confermazione: nel sacramento della Confermazione lo Spirito Santo compie ciò che il Battesimo ha gia sostanzialmente donato, pone il sigillo della perfezione alla divinizzazione dell’uomo (theosis), la quale è immersione dell’uomo nella vita trinitaria e si realizza secondo la dinamica pasquale, cioe nella stesso modo con il quale Cristo ha portato la natura umana all’interno della vita divina. La pienezza dello Spirito rende operativa la divinizzazione dell’uomo(3).

    Riferimenti:
    (1): A. Schmeman, “i passi della fede”, Ed. “La casa di Matriona” – per acquistare il libro clicca qui)
    (2) Manuel Min – Osservatore Romano: “Cristo illumina con lo Spirito e  convoca all’unità)
    (3) Pavel Prorokov – “Teologia ed economia nella Liturgia di Pentecoste” – in «Russia Cristiana», 3/1969 (105), pag. 12; Archivio del portale “la Nuova Europa

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