• L’anno liturgico bizantino

    Anno liturgico bizantino - introduzione
    L’anno liturgico è costituito da diversi percorsi che si intercalano e sovrappongono nel corso del tempo e che corrispondono ad altrettanti libri liturgici.

    Tradizionalmente, si usa farlo iniziare, come l’anno civile nell’Impero d’Oriente, il primo di settembre. Dal punto di vista tematico, però, è indubbio che inizia col ‘primo di tutti giorni’ della nuova creazione, cioè la Pasqua. Con essa si dà l’avvio al Penticostarion, i cinquanta giorni che vanno fino alla Pentecoste compresa.

    Dopo di che, ha inizio l’Otchoichos, il libro – e il tempo – degli Otto Toni: in effetti si riprendono, ciclicamente domenica per domenica i tropari (il tropario si può descrivere come un breve testo innografico, che abitualmente illustra in sintesi il mistero celebrato) che si cantano durante la veglia pasquale e che tutti annunciano  la Resurrezione del Signore, con testi diversi e usando rispettivamente  uno degli otto toni su cui è coistruita la musica sacra biizantina. In questo senso, l’Otchoichos è quasi il distendersi del mistero pasquale per tutta la storia universale, rappresentata da due cicli di domeniche, quelle di Matteo (da Pentecoste a tutta l’estate) e quelle di Luca (dall’inizio dell’autunno fino, grossomodo, al gennaio successivo). L’Otchoichos sostanzialmnete è equiparabile al ‘tempo ordinario’ dell rito romano.

    La preparazione della Pasqua è affidata all’Triodion, costituito da quattro domeniche pre-quaresimali e dalla successiva Grande Quaresima, fino alla domenica delle Palme.

    La successiva Grande e Santa Settimana che si chiude nella notte del Sabato Santo corriposponde fondamentalmente alla Settimana Santa dei latini.

    Infine si ha il Minologhion, che contiene le ricorrenze a data fissa, dove accanto al santorale e alle feste della Madre di Dio, si trovano anche la maggior parte delle feste del Signore, ivi compresi il ciclo di Natale e quello della Teofania del Signore.

    Testo tratto da E.M. Salati in “La parola predicata” di E.Galbiati – Ed. Jaka Book – libro acquistabile attraverso la ricerca per autore (Galbiati) di questa pagina

    Qui vengono riportati riflessioni e  approfondimenti spirituali, teologici, storici, sui grandi temi che costituiscono la tradizione orientale… per cantare con più consapevolezza la Liturgia e le celebrazioni dei tempi liturgici e delle feste

    Riflessioni e approfondimenti sull'anno liturgico

    Da tempi antichissimi l’anno liturgico bizantino inizia in settembre; un tempo, il primo di settembre era anche l’inizio dell’anno ufficiale civile dell’Impero d’Oriente, forse per un collegamento alla tradizione ebraica che fissava il capodanno in un periodo compreso tra settembre e ottobre.
    Come detto in un’altra sezione di questo capitolo, questo periodo corrisponde al tempo liturgico dell’Oktoichos (che si prolunga fino, indicativamente, alla fine di gennaio) e la Lirurgia domenicale segue il ciclo degli 8 toni, i cui tropari e kondak ripropongono il tema pasquale.
    Forse vale la pena riflettere sul signiificato dell’anno liturgico che nei secoli ha dato senso e santificato la vita di milioni di uomini…riflettere per cercare di comprendere questo stupefacente organico tessuto di feste che conferisce a ogni stagione dell’anno una particolare sfumatura, una particolare profondità: la luce del Natale, la luminosa mestizia della Quaresima, da cui sotteranemente, inavvertitamente scaturisce la gioia della Pasqua, le feste dll’Ascensione della Pentecoste, colme del sole dell’estate, la profonditù densa di presentimento autunnale della Trasfigurazione e della Dormizione…una cosa è chiara: l’uomo non può vivere senza feste, senza festeggiare…(nella loro vera essenza) gli sforzi e la stanchezza del lavoro non vengono semplicemente coronati dal successo materiale ma si trasfigurano in una forma di libertà, di gioia, di pienezza di vita…così la festa, nella sua primigenia profondità,:è una forma di liberazione della vita dal potere della legge, delle necessità irrevocabile.
    (A. Schemann, “i passi della fede”, Ed. “La casa di Matriona” – per acquistare il libro clicca qui)

    Dal primo Settembre all'inizio dell'Avvento

    Da tempi antichissimi l’anno liturgico bizantino inizia il primo di Settembre, e sebbene possa sembrare solo una convenzione, forse vale la pena, all’inizio dell’autunno, riflettere sul sognificato del tempo, sul concetto di tempo che è insito in quello di “anno liturgico”; la Chiesa che nasce dalla Pentecoste è, di fatto, nel mondo, l’inizio del mondo nuovo quel mondo che senza alcun dubbio è chimato a compiersi con il ritorno del Signore in tutta la Sua Gloria definitiva e ultima.
    Ma per giungere a questo continuo, e continuamente accresciuto, avvento della Chiesa, l’anno liturgico ci invita a fare un cammino, sempre uguale ma sempre nuovo proprio per la coscienza accresciuta con cui si vive; un cammino fatto di momenti e passi in cui ognuno è continuamente invitato a verficare la corrispondenza del proprio desiderio con gli avvenimenti di Grazia che è chiamato a vivere. 
    Lo stesso desiderio infinito del cuore dell’uomo non riuscirebbe a reggere se non fosse costantemente richiamato da dei fatti che lo confortino e rafforzino, e nutrano in esso la certezza che quel desiderio è misteriosamente ma realmente realizzabile.
    Il centuplo  che ci è stato promesso non è una misura statica, che a un certo punto si possa dire conclusa: ogni volta, sempre, cresce e diventa grande, e il percorso che la Chiesa ci propone è proprio u invito a fare questa esperienza di pienezza che non è mail defiitvamente colma.      

    Tempo di avvento e Natale
    La Settimana Santa
    Pasqua e tempo di Pasqua
    Pentecoste e tempo dopo Pentecoste

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