• Cinquanta giorni dopo la Pasqua tutte le Chiese cristiane festeggiano la Pentecoste; la festa, originariamente, era vissuta come una festa di “chiusura” del tempo pasquale, fu nel terzo secolo che questa domenica iniziò ad assumere più specificatamente la memoria dell’evento della discesa dello Spirito Santo. Più avanti, attorno al VI secolo, soprattutto nella Chiesa d’Oriente alcune  eresie sorte sul tema trinitario, e la conseguente conferma della manifetsazione dello Spirito Santo come compimento della rivelazione trinitaria, portarono a configurare questo cinquantesimo giorno come festa della Trinità, rimandando la festa dello Spirito Santo al lunedi successivo.
    I significati di questa festa sono molteplici e ricchi di contenuti che riempiono di certezza, bellezza, luce e forza la vita e il cuore dei fedeli.
    Il Vangelo di Giovanni (GV 7, 37-52.8,12) riporta chiaramente che l’acqua promessa da Gesù significava lo Spirito Santo, che sarebbe disceso solo una volta che Lui fosse stato glorificato. Lo Spirito Santo disseta (ma in un certo senso anche alimenta) la sete spirituale, la grazia santificante della conoscenza di Dio e della docilità all’azione del Suo Spirito.

    23 Maggio 2021 - Domenica di Pentecoste - Vespro "della genuflessione"

    Vespro "della genuflessione"
    testi degli stichirà e dei doxastikon

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    “Sticheron” o (al plurale) “Stichirà” indicano un tipo particolare di inno, alternato a dei versetti letti in tono retto (stichi). I vespri celebrati in occasione delle grandi feste sono molto ricchi di questa innografia. Qui riportiamo quelli del “Vespro della Genuflessione” celebrato la Domenica di Pentecoste, in cui la Chiesa Orientale festeggia (a partire dal VI secolo) con particolare enfasi la Trinità, lasciando al lunedì successivo l’accento più specifico del dono dello Spirito Santo. I due temi sono da vedere in stretta correlazione in quanto il dono dello Spirito Santo manifesta la Chiesa che nella sua essenza, nella sua realtà totale, si rivela come immagine, icona della Trinità.

    Prima di riportare i testi degli inni del Vespro della Genuflessione, ricordiamo anche come, la duplice valenza della Trinità e del dono dello Spirito Santo sia rappresentata anche dalle icone, quella delle Trinità (celeberrima quella di Andrej Rublev) e quella della Pentecoste, con le lingue di fuoco che scendono sulla Madre di Dio e sugli Apostoli, rappresentati (con grande sapienza teologica) per la prima volta con l’aureola che esprime l’azione santificante.

    L’ufficio della genuflessione che, come detto, viene celebrato alla sera della domenica di Pentecoste, presenta preghiere molto lunghe, in cui il celebrante intercede per la Chiesa e il popolo di Dio, implorando la presenza operante di Cristo e dello Suo Spirito in tutte le circostanze dell’anno.

    La sequenza degli stichirà si apre col lucernario, col canto “Signore a Te ho gridato ascoltami”
    “Signore, a Te ho gridato, ascoltami;
    ascoltami Signore.
    Signore, a Te ho gridato ascoltami;
    intendi la voce della mia supplica,
    quando grido verso di Te
    ascoltami Signore
    Salga come incenso davanti a Te la mia preghiera,
     le mie mani alzate,
    in sacrificio della sera: ascoltami Signore”

    Segue la recita di alcuni salmi, ciascun versetto dei quali alternato all’invocazione ”Ascoltami Signore”.
    Si giunge al canto degli stichirà, alcuni dei quali ripetuti due volte.

    Segue la recita di alcuni salmi, ciascun versetto dei quali alternato all’invocazione ”Ascoltami Signore”.
    Si giunge al canto degli stichirà, alcuni dei quali ripetuti due volte.

    Primo e secondo sticheron del Lucernario

    “Oggi tutte le nazioni della città di Davide vedono meraviglie,
    quando lo Spirito discende sotto forma di lingue di fuoco
    come Luca – ispirato da Dio – cii racconta
    ‘ tutti i discepoli erano riuniti quando si udì un forte rumore di tuono
    che riempì la casa dove essi sedevano’; e tutti si misero a parlare le lingue straniere,
    per insegnare la nuova dottrina della Trinità Santissima”

    Terzo e quarto sticheron del Lucernario

    Lo Spirito Santo era, è e sarà senza principio e senza fine,
    della stessa dignità del Padre e del Figlio,
    Vita e datore di Vita,
    Luce e datore di Luce,
    Buono in sé stesso e Fonte di ogni bene,
    il Padre è conosciuto grazie a Lui,
    e il Figlio è glorificato,
    e a tutte le genti rivela l’unica potenza,
    l’unica unzione,
    l’unica adorazione della Trinità Santissima.”

    Come si vede, un dono insito nel dono stesso dello Spirito Santo è il riconoscimento della realtà trinitaria come fonte di vera vita, vera luce e vero bene.
    Ma altri temi vengono proposti dagli sticheron successivi, in cui si nota un richiamo all’innografia pentecostale della tradizione occidentale

    Quinto e Sesto sticheron del Lucernario

    Lo Spirito Santo è Luce e Vita,
    e viva sorgente spirituale,
    Spirito di sapienza,
    Spirito di scienza e di intelligenza,
    Spirito di giustizia e di bontà,
    dominatore e purificatore dei peccati,
    Dio che divinizza,
    fuoco che procede dal fuoco,
    che parla, agisce e distribuisce i carismi
    per Lui i profeti e gli Apostoli,
    insieme a tutti i martiri,
    sono stati incoronati.
    Strana visione e grande miracolo:
    il fuoco si divide per la diffusione dei doni”.

     

    Trinità dell'antico testamento (A.Rublev)
    Resurrezione

     

    Viene cantato (con una melodia più o meno articolata, al limite anche in tono retto)  il Gloria…Ora e sempre, a cui segue come di consueto il “doxastikon” (tipologia che indica appunto l’inno che si canta dopo il Gloria)

    “Re celeste,
    consolatore,
    Spirito di verità,
    Tu che sei presente in ogni cosa
    e ogni cosa riempi
    Arca di beni e datore di vita
    Vieni e abita in noi,
    purificaci da ogni macchia
    e salva, Tu che si buono,
    le nostre anime”

    Ricordiamo come quest’ultima invocazione venga sempre ripetuta all'inizio di ogni liturgia, ufficiatura, ritrovo comunitario o preghiera personale proprio per chiedere allo Spirito Santola vera fecondità di ogni momento.

    Riportiamo ora di seguito gli  “stichirà degli Aposticha” cioè gli stichirà cantati in occasione delle Grandi Feste nella parte finale del Vespro

    Primo Sticheron degli Aposticha

    “Ora le lingue di fuoco sono diventate un segno evidente per noi:
    i Giudei, da cui Cristo è nato nella carne
    per mancanza di fede decadono dalla Grazia di Dio,
    mentre alle genti è concessa la luce divina che supera ogni essenza;
    ed esse, confermate dalle parole dei discepoli,
    proclamano la Gloria di Dio, benefattore dell’universo.
    Inchinando, insieme a loro, il nostro cuore
    E piegando le ginocchia,
    prostriamoci con fede al Santo Spirito,
    confermati dal salvatore delle nostre anime”

    Secondo Sticheron degli Aposticha

    “Ora lo Spirito consolatore è effuso su ogni carne,
    iniziando dal coro degli Apostoli
    comunica in seguito la grazia ad ogni fedele;
    conferma la potenza della sua venuta con le lingue di fuoco
    che per la lode e la gloria di Dio sono concesse ai discepoli.
    Nella luce spirituale,
    fortificati nella  fede per il Santo Spirito,
    preghiamolo di salvare le nostre anime”.

     Terzo Sticheron degli Aposticha

    “Oggi gli Apostoli sono rivestiti dall’alto dalla forza di Cristo,
    che con l’invio del Consolatore li rinnova misteriosamente ello spirito.
    Parlando nella lingua di ciascuno essi predicano in modo mirabile,
    insegnandoci a venerare il benefattore dell’universo come l’unico Dio in tre ipostasi.
    Alla luce dei loro insegnamenti prostriamoci davanti al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo,
    pregandoli di salvare le nostre anime.”

    Dopo il canto del Gloria…Ora e sempre, viene cantato il Doxastikon degli Aposticha

    “Venite popoli,
    c
    antiamo la divinità in tre persone,
    il Figlio nel Padre con il Santo Spirito;
    poiché il Padre fuori del tempo genera il Figlio,
    che con Lui regna ed è a Lui consustanziale,
    e lo Spirito Santo è nel Padre
    glorificato con il Figlio.
    Unica potenza,
    unica sostanza,
    unica divinità,
    davanti a cui noi tutti ci prostriamo dicendo:
    ‘Dio Santo,
    che per mezzo del Tuo Figlio hai creato tutto con il concorso dello Spirito Santo;
    Santo e Forte,
    per il quale abbiamo conosciuto il Padre,
    e per cui lo Spirito Santo è venuto in questo mondo;
    Santo e Immortale,
    Spirito Consolatore,
    che procedi dal Padre e e riposi nel Figlio.
    Trinità Santissima, Gloria a Te’”.

    Concludiamo riportando il
    Tropario della festa di Pentecoste

    “Benedetto sei Tu, o Cristo nostro Dio,
    che hai reso sapienti dei semplici pescatori,
    effondendo su di loro il dono dello Spirito Santo,
    prendendo così nelle reti la terra abitata.
    Signore unico amico degli uomini, Gloria a Te!”

    Infine  ricordiamo come la presenza dello Spirito Santo e il riconoscimento della realtà trnitaria, si rinnovino continuamente in ciascuno nella celebrazione della Divina Liturgia; lo attesta in particolare il canto che il coro esegue, subito dopo la coumunione:"abbiamo visto la vera luce, abbiamo ricevuto loSpirito celeste, abbiamo trovato la vera fede, adorando la Trinità indivisibile, poichè essa ci salvò"

     

    31 Maggio 2020 - "Ogni bene procura lo Spirito Santo": la gioia della Pentecoste nella Chiesa d'oriente - a cura di Mons.Francesco Braschi

    Ogni bene procura lo Spirito Santo:
    la gioia della Pentecoste nella Chiesa d'Oriente

    Riflessioni di Mons.Francesco Braschi (Radio Maria, 2 Giugno 2020)
    Ascolta l'audio

    Dopo le riflessioni dedicate al tempo pasquale, ci sembra importante provare a gustare qualcosa di quell’enorme tesoro di preghiera, ma anche di insegnamento e di bellezza, che sono i testi liturgici della Chiesa d‘Oriente legati alla Pentecoste. Testi liturgici che nascono in gran parte in lingua greca, poi entrano a far parte del patrimonio della chiesa bizantino-slava, con le prime traduzione ad opera di Cirillo e Metodio e poi di quanti li seguono e che ancora oggi sono un patrimonio utilizzato dalla chiesa ortodossa e dalle chiese cattoliche di rito orientale.

     

    Resurrezione
    Icona della Petecoste

     Il primo è il tema della Santissima Trinità. L’Occidente che cosa ha fatto? L’Occidente ha collocato la festa della Santissima Trinità alla domenica dopo Pentecoste, perché appunto la domenica dopo Pentecoste, dopo aver celebrato la venuta e la piena manifestazione dello Spirito Santo, diventa il momento in cui fermarci a fissare, a ricapitolare, a compendiare la dottrina della Trinità, che appunto viene rivelata pienamente con la piena rivelazione dello Spirito Santo, la terza persona della Trinità.

    La Chiesa d’Oriente, invece, tiene questa tematica trinitaria dentro la domenica di Pentecoste. Tant’è vero che, per quanto riguarda la Chiesa d’Oriente, la commemorazione della discesa dello Spirito sugli Apostoli, quindi la memoria del fatto storico che dà il nome alla Pentecoste cristiana, viene celebrata, pur non mancando anche nella domenica di Pentecoste, il lunedì di Pentecoste, il giorno dopo, dove l’accento è maggiormente su quello che avviene. Mentre la domenica, appunto, è più una meditazione corale, è una riflessione che la Chiesa fa su che cosa significa la conoscenza dello Spirito Santo. Allora proviamo a guardare fin dal Vespero del sabato della Pentecoste, quindi dal primo dei momenti che si affacciano sul giorno di Pentecoste, che cosa dicono i testi della liturgia.....Leggi tutto

    31 Maggio 2020 - Pentecoste: riflessioni e approfondimenti sulle preghiere e sull'icona

    Domenica di Pentecoste

    Tra i tanti temi che questa festa suggerisce e porta all'attenzione, ne riportiamo alcuni particolarmente cari alla tradizione orientale.

    1. Con la missione delle Apostoli, vivificati dal dono dello Spirito Santo, inizia la redenzione del mondo, dell'uomo e della natura, inizia "l'ultimo giorno" che ci conduce alla manifestazione detfinitiva della Gloria di Dio.
      La Pentecoste è la festa della natura e del cosmo, la festa della storia come rivelazione della volontà di Dio sul mondo e sull'uomo, la festa del futuro trionfo, della vittoria di Dio sul male, dell'avvento del grande e ultimo "giorno del Signore" che inizia con l'annuncio della salvezza a tutto il mondo; la Pentecoste è "l'inizio della storia"...per i cristiani, la Pentecoste è il compimento dell'opera di Gesù; Gesù aveva parlato del Regno di Dio ed eccolo svelarsi nell'annuncio; aveva promesso lo Spirito del Padre che avrebbe condotto alla Verità ed ecco che questa promessa si compie.
      Il mondo, la storia, il tempo, la vita, vengono colmati del loro significato ultimo. E' cominciato nel mondo l'lutimo e grande giorno del Signore.
      (1).
      Questo annuncio di salvezza, che scatiurisce dalla Pentecoste grazie alla nascita e alla missione stessa della Chiesa, è il tema di uno dei tropari della festa: "Benedetto sei Tu, o Cristo nostro Dio, che hai reso sapienti dei semplici pescatori, effondendo su di loro il dono dello Spirito Santo, prendendo così nelle reti la terra abitata; Signore unico amico degli uomini, gloria a Te.".
      Così pure il Prokemenon: "Per tutta la terra si diffonde la loro voce; ai confini del mondo la loro parola"
    2. Un secondo aspetto di assoluta importanza è il richiamo all'unità insito nel fatto stesso riportato nel Vangelo: le "lingue di fuoco" che scendono sugli Apostoli danno la facoltà  a dei poveri pescatori di parlare in tutte le diverse "lingue"; mentre con l'insipienza dell'uomo le "lingue" erano diventate in Babele fonte di divisione e di incomprensione tra gli uomini, la Sapienza di Dio col dono delle "lingue di fuoco" della  Pentecoste chiama all'unità tutti i popoli; questo è sottolineato dal bellissimo testo del Kondak della festa: "Quando l'Altissimo discese sulla terra confuse le lingue e disperese i popoli; ma quando distribuì le lingue di fuoco chiamò all'unità le genti. Celebriamo con un'unica voce la gloria dello Spirito Santissimo".
    Trinità dell'antico testamento
    Resurrezione

    L'icona: quella che viene mostrata qui è della Scuola di Novgorod del secolo XVI.
    In essa si riscontra subito la presenza della Vergine Maria, (coerentemente con quanto riportato dai Vangeli, nella Domenica di Pentecoste nel cenacolo era presente anche la Madre di Dio) e la presenza, nella parte inferiore di un personaggio con abiti e corona regali. In alfre rappresentazioni iconografiche può apparire uno solo di questi soggetti, o anche nessuno.

    Come sempre nelle icone, la rappresentazione iconografica è finalizzata a trasmettere il significato teologico della festa; diamo solo alcuni spunti di comprensione:
    - gli apostoli sono rappresentati per la prima volta con l'aureola, perchè solo grazie al dono dello Spirito Santo essi iniziano a partecipare realmente alla vita divina
    - la parte superiore è "aperta" verso l'esterno, a significare che da quel momento l'annuncio del Regno di Dio viene diffuso in tutto il mondo; gli edifici ai lati rappresentano la Chiesa
    - la parte inferiore riporta un personaggio regale; è la rappresentazione del cosmo, che (ancora nelle tenebre) attende la rivelazione...il panno che tiene tra le mani ha appoggiati 12 rotoli che rappresentano la predicazione degli aposgtoli. Il cosmo attende l'annuncio delle liberazione, della redenzione che solo la Chiesa, costituita dal dono dello Spirito può annunciare a tutti.

    Ricordiamo ancora (tra i tanti) alcuni passaggi nella celebrazione della Divina Liturgia, in cui lo Spirito Santo e la Trinità vengono esplicitamente pregati:
    - all'inizio di tutta la celebrazione come invocazione (preghiera presente tra l'altro in tutte le officiature): "Re celste, consolatore, Spirito di Verità, Tu che sei presente in  ogni luogo ed ogni cosa riempi, arca di beni e datore di vita, vieni e abita in noi, purificaci da ogni macchia e salva, Tui che sei buono, le nostra anime"

    (spartito in formato PDF)

    - subito dopo la comunione (ricevuta sotto le due specie del pane e del vino) : "Abbiamo visto la luce vera, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la fede vera, adorando l'indivisibile Trinità: essa infatti ci ha salvati". I doni santificati dallo Spirito Santo diventano per coloro che li ricevono luce veritiera, fede vera e lode alla santa Trinità. (2)

    Cosa comporta in noi il dono dello Spirito Santo? cosa produce? Accenniamo un fatto sostanziale legato ai Sacramenti, rimandando l'approfondimento alla nota in calce.
    Lo Spirito Santo che ci viene donato nel battesimo viene pienamente realizzato nel sacramento della confermazione: nel sacramento della Confermazione lo Spirito Santo compie ciò che il Battesimo ha gia sostanzialmente donato, pone il sigillo della perfezione alla divinizzazione dell'uomo (theosis), la quale è immersione dell'uomo nella vita trinitaria e si realizza secondo la dinamica pasquale, cioe nella stesso modo con il quale Cristo ha portato la natura umana all'interno della vita divina. La pienezza dello Spirito rende operativa la divinizzazione dell'uomo(3).

    Riferimenti:
    (1): A. Schmeman, "i passi della fede", Ed. "La casa di Matriona" - per acquistare il libro clicca qui)
    (2) Manuel Min - Osservatore Romano: "Cristo illumina con lo Spirito e  convoca all'unità)
    (3) Pavel Prorokov - "Teologia ed economia nella Liturgia di Pentecoste" - in «Russia Cristiana», 3/1969 (105), pag. 12; Archivio del portale "la Nuova Europa"

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