• Seconda domenica dopo Pasqua – domenica “delle mirofore”

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    La seconda domenica dopo Pasqua nel calendario liturgico bizantino vengono ricordate le mirofore, cioè le “portatrici di unguento” (in slavo mironosicy), che all’alba di Pasqua si recarono al sepolcro di Gesù per completare le cure funebri con unguenti aromatici.

    La tradizione liturgica ricorda anche altri due personaggi ricorda anche “giusto Giuseppe” (Giuseppe di Arimatea, che offrì il sepolcro per la sepoltura di Gesù) e Nicodemo (che nel sinedrio aveva cercato di salvare Gesù e che ne divenne poi); entrambi dopo la morte e risurrezione di Gesù, ne divennero discepoli. 

     

    Queste donne furono di fatto le prime testimoni della risurrezione. Gli evangelisti nominano di esse Maria Maddalena e l’altra Maria, la madre di Giacomo; san Luca aggiunge Giovanna e altre non nominate.

    A queste persone, a queste donne, Cristo non aveva svelato, come aveva fatto con i dodici apostoli che si era scelto, i misteri del futuro; esse non conoscevano né il senso della morte, né i misteri della futura vittoria, della futura risurrezione. Rimasero ai piedi della croce e non abbandonarono il suo corpo… e questo, solo perché amavano Gesù. Ed è stato  proprio questo amore a venire a sapere per primo della vittoria; a questo amore, a questa fedeltà, per primi viene concesso di sapere che la morte è inghiottita dalla vittoria.

    E’ questo il senso dell’episodio delle mirofore al sepolcro: questo amore e questa fedeltà sono e saranno sempre la luce che risplende nell’oscurità senza fondo.

    (tratto da A.Schmemann, “I passi della fede” – ed. La casa di Matriona – per acquistare il libro clicca qui)

    Nella celebrazione della Divina Liturgia del tempo ordinario  i tropari domenicali (che compongono il ciclo degli 8 toni) pongono sempre all’attenzione dei fedeli il tema della Risurrezione; ecco quindi che anche la memoria dell’amore fedele delle mirofore ci viene richiamato in particolare in uno di questi inni, il tropario domenicale del IV tono.

    Ricevendo il lieto annuncio della risurrezione dall’angelo, le discepole del Signore ripudiarono la condanna dei progenitori ed esultando dicevano agli apostoli: “la morte è stata spogliata e Cristo Dio è risorto, donando la mondo la Sua grande misericordia”

    Mirofore

    Ordinando alle “mirofore” di rallegrarsi hai fatto cessare le lacrime della nostra progenitrice Eva con la Tua resurrezione, o Cristo Dio; hai ordinato ai Tuoi  Apostoli di proclamare: “il Salvatore è risorto dalla tomba!”.

    (dalla Divina Liturgia della seconda domenica dopo Pasqua – Kondak “delle nirofore”)

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