• Quinta domenica di quaresima – Santa Maria egiziaca

    L’episodio della resurrezione di Lazzaro, che la Chiesa latina riporta in questa V domenica, nella tradizione liturgica bizantina viene ripreso nel “sabato di Lazzaro” subito antecedente la VI domenica di quaresima, la domenica delle palme. 

    Santa Maria d’Egitto viene ricordata con particolare venerazione nella Chiesa d’oriente, ma è oggetto di devozione anche in occidente. Nata ad Alessandria d’Egitto attorno al 344, condusse una vita all’insegna del vizio fino a quando, volendo unirsi ai pellegrini con cui si era incamminata verso la venerazione della Santa Croce di Gerusalemme, si vide respinta all’entrata della Basilica da una voce misteriosa e potente. Da quel momento, dopo aver supplicato la Madre di Dio perchè le concedesse di prostrarsi davanti alla Santa croce e ottenuta  tale grazia,  iniziò un cammino di penitenza e di progressiva purificazione. Per 47 anni condusse vita solitaria peregrinando nel deserto, senza nient’altro che una intima unione col Signore. Mori nel deserto e si racconta che la sua fossa fu scavata da un leone ammansito dal monaco Zosimo.
    Il ricordo di Santa Maria d’Egitto e della sua vita ci richiamano  al fatto che il digiuno e la penitenza non hanno valore in sè stessi ma solo come cammino nella sequela di Gesù.

    Il Vangelo della quinta settimana tratto da Marco 10,32-45 ci riporta all’episodio in cui Gesù, per la terza volta, predice la Sua passione, morte e resurrezione. Da ora in avanti seguiamo i discepoli che camminano dietro a Gesù. Se lungo la prima parte della Quaresima il nostro sforzo era indirizzato alla nostra purificazione, ci viene ora fatto capire che tale purificazione non era un fine in se stessa, ma che doveva portarci alla contemplazione, alla comprensione e alla appropriazione del mistero che, forse, ci eravamo abituati a dare per scontato, o che, semplicemente, avevamo dimenticato. E’ come se lo seguissimo salendo a Gerusalemme insieme ai suoi discepoli: siamo “stupefatti e pieni di timore”.

    (tratto da A.Schmemann, “La Grande Quaresima”)

    In te, o madre,
    si è perfettamente conservata l’immagine divina;
    prendendo la tua croce hai seguito Cristo;
    con la tua vita c’insegni
    a disprezzare la carne,
    che passa e scompare,
    per occuparci dell’anima
    che vive in eterno.
    Per questo, Maria,
    il tuo spirito esulta nel cielo
    insieme agli angeli.

    (tropario della Domenica)

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