• Quaresima: il tempo del digiuno, della penitenza e della conversione

    La quaresima nel rito bizantino  

     Nella tradizione liturgica orientale il “Triodion” è quel tempo della durata di circa 10 settimane che precede la Pasqua; questo periodo è costituito dal periodo di “pre-quaresima” (in cui si richiamano diversi temi di preparazione al cammino quaresimale, come l’accoglienza del pentimento umano da parte del Signore Gesù, la misericordia di Dio Padre, il giudizio finale, il perdono reciproco) e dalle cinque settimane di quaresima, dal lunedi successivo alla Domenica del perdono al Venerdi che precede la Domenica delle Palme. In questo tempo quaresimale la celebrazione della Divina Liturgia in rito bizantino viene sospesa, tranne che nei giorni di Sabato, in cui viene celebrata secondo il formulario di San Giovanni Crisostomo, e di Domenica, in cui viene celebrata secondo il formulario di San Basilio. Negli altri giorni il ritmo delle preghiere è dettato dall’ufficio liturgico a cui si aggiunge, nei vespro dei soli giorni di mercoledì e venerdì, la celebrazione della liturgia dei “pre-santificati”, che consente ai fedeli di accostarsi alla comunione col pane e il vino consacrati la domenica precedente.

    CI si potrebbe chiedere il perché di questo “digiuno eucaristico” dei giorni feriali; il significato è rintracciabile in quella pedagogia che vuole sottolineare ai fedeli la distinzione tra la condizione di pellegrinaggio, nei giorni feriali, e la gioia pasquale del sabato e soprattutto della domenica, giorno in cui il digiuno è sospeso, come tappa anticipatrice della grande festa di Pasqua.  La quaresima della tradizione bizantina  offre ai fedeli una ricchezza di preghiere, inni, testi biblici dalla grande bellezza spirituale, che. alimentando la persona nel profondo dell’anima. la conducono in un desiderio di conversione vera del cuore e della vita. Una luce tutta particolare emana, per esempio, dalla preghiera di S.Efrem il Siro, che viene recitata, accompagnandola con prostrazioni e inchini, nella celebrazione dei “pre-santificati”:

    “Signore e Sovrano della mia vita, togli da me lo spirito di ozio, di scoraggiamento, di brama di potere  e di un parlare vano!
    Concedi invece al tuo servo uno spirito di castità, di umiltà, di pazienza e di carità.
    Sì, Signore e Sovrano, dammi di vedere le mie colpe e di non giudicare mio fratello;
    poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen.”

    Ogni parola di questa preghiera ha un significato tutt’altro che moralistico; Alexandr Šmeman, grande padre spirituale, teologo e pastore di tanti fedeli non solo russi, commenta così: “Ecco la prima cosa: toglimi, tutelami, difendimi, salvami. Da che cosa? Da difetti apparentemente ordinari, da poco. Lo spirito di ozio. Ma quale ozio -diranno i nostri contemporanei- se siamo stressati dal lavoro, se ritmi e tempi della vita non fanno che accelerare, e un po’ di ozio sarebbe esattamente quello di cui abbiamo bisogno! Ma la parola prazdnost’ (ozio) non significa affatto inoperosità e riposo fisico. Prazdnyj (ozioso) significa innanzitutto vacuo, vuoto. Liberami dallo spirito di vacuità. Ed eccoci additata la malattia più tremenda dello spirito umano, la vacuità. Sì, noi lavoriamo, corriamo, ci diamo freneticamente da fare giorno e notte, ma dov’è il senso, l’essenza di tutta questa fretta, frenesia?…così che rientrando in noi stessi, guardando al dono della vita, chiediamo di essere salvati e difesi, liberati dall’origine prima di ogni male, cioè dalla vacuità, dal nonsenso, dalla tremenda devastazione dell’anima in cui tanto spesso viviamo… E infine, nella preghiera di S.Efrem il Siro noi chiediamo una spirito di amore; l’amore è l’accordo finale della preghiera. E’ contemporaneamente sia il motore noscosto della nostra vita, sia il suo scopo. Tutto vive di esso, tutto tende ad esso, e attraverso di esso noi possiamo fare esperienza che Dio è amore”. (Aleksadr Šmeman, “I passi della fede”; R.C. Ed. La Casa di Matriona – 2012)

     

    La meditazione di Mons.Francesco Braschi sulla Quaresima

    La Santa e Grande Quaresima: 
    un cammino di Verità e di Grazia

    Il testo della lezione

    Vivere la Quaresima in questo tempo Non possiamo negare che questo inizio di Quaresima appaia del tutto particolare. Ci incontra in un momento di incertezza, fatica, sofferenza, ma nel quale vediamo risvegliarsi anche la frustrazione, la stizza, la rabbia, la contrapposizione, il complottismo…in altre parole, tutti quegli atteggiamenti che la tradizione dei Padri riconosce come “passioni”, ovvero come orientamenti dell’animo che denunciano una vera “alienazione”, un essere “fuori di sé”. E che, ultimamente, trovano la loro radice nell’intenzione di affermare noi stessi e la nostra volontà come il criterio ultimo di giudizio e di “fruizione” della realtà. Proprio questa situazione, allora, in cui il “normale” prevalere di noi sulle cose (con limiti più o meno accettabili, ma che non contrastano questo orientamento di fondo del nostro animo) viene bruscamente “perturbato”, può diventare un’occasione propizia per rimetterci a guardare noi stessi con un po’ più di verità. ……leggi tutto

    (qui sinistra icona della Lavanda dei piedi; Gesù, “mite e umile di cuore”, lava i piedi agli apostoli)

    LA NUOVA EUROPA

    Il portale di informazione indipendente della nostra associazione
    Vai al sitoVai al negozio
    error: Alert: Contenuto protetto...